1) - Paolo Navale: sul Surrazionale. 1979

1) - Paolo Navale: meta-esistenza, esemplificazione del termine surrazionale?

Se fosse minimamente riscontrabile, che il significato di meta-esistenza implichi anche il superamento di un preciso limite esistenziale, (quello di chi non riesce a trovare in sé l’equilibrio armonico di base, necessario all’opera), allora, quel termine sì, sarebbe una delle tante esemplificazioni del concetto di surrazionale e del suo iter evolutivo, cosi come da me concepito nel tempo. Quest’ultimo concetto emana da quell’ésprit de geometrie congenito anche nel Überrationalismus di Musil (1912?) per il quale “l’esattezza scientifica e gli studi di matematica unitamente alla forte passione per la musica e le arti in generale (…) faranno da sfondo come intonazione spirituale alla sua opera di maturità (…) ” (La Frusta, Alfio Squillaci). Intonazione necessaria e che in Musil procede dalla sua tesi sulle teorie di E. Mach, il quale aveva proclamato a sua volta, e già da tempo l’“insalvabilità dell’io”. Andiamo per gradi. Nessun dubbio, il surrazionale come fatto esistenziale e dunque come modus (vivendi) è già stato ampiamente confermato dagli eventi e serve come antitesi alla lettura di superficie con cui il sistema mantiene lo status-quo. La vera e unica vittima della storia è il sensibile di uomini e donne; il sovrasensibile. Il dramma umano oggi è l’usurpazione dei diritti da parte dei poteri occulti, perpetuata contro coloro che ignorano che qualunque realtà (soprattutto quella che sta oltre l’apparenza di superficie) è sempre doppia e paradossale ma così è anche qualunque scelta. 

Una cultura basata su doveri e responsabilità è la sola che può superare e restituire equilibrio a una società che, in nome di una fittizia libertà, crede potersi arrogare solo diritti. 

Paolo Navale: appunti sul Surrazionale. Da, note sparse. Nuoro 1979. (Testo rivisto e ampliato nel 2012/16/17).