15) - Manami Takenaka sul Surrazionale? 1989

15) - Manami Takenaka: come nasce il concettualismo Surrazionale?

Paolo Navale: ... il concettualismo surrazionale, è termine suggeritomi da Patrizia Martini attraverso una sua esclamazione alla vista di un’opera mia nel mio studio a Nuoro nel 1979. Prima però ossia sin dal 1973, usavo invece il termine sovra-razionale che voleva avere una sorta di pretesa anche divulgativa dunque esegetica. Furono anni di militanza, di spiegazioni dettagliate fatte da me, persino con Raffaello Marchi. Però, almeno nel mio ambito, nessuno di noi allora conosceva Bachelard; Marchi che fra l’altro era un francesista, non me ne parlò per niente. Da allora, il termine con tutte le sue declinazioni che sono  tantissime, è il manifesto personale e legittimo della mia ricerca estetica e filosofica. Tanto è ancor più vero da quando Bachelard è stato menzionato ma appena solo in calce (e così per sommo rispetto e per il necessario ritegno), da Linda Dalrymple Henderson nel suo libro sulla quarta dimensione e geometria non-euclidea, testo di riferimento per i Codici del Sale. Sin da allora, sin dal 1987, il testo della Darlrymple è quello fondamentale di ricerca ulteriore per il Surrazionale cosi come da me sviluppato nel tempo. Un termine mai obsoleto, che superando il concetto di n-dimensionalità dello spazio-tempo, ma senza mai rinnegare Bachelard, si rifà nei modi suoi propri, all’estetica del non-definito, del non-eludibile, del non-definibile, insomma del non- . Per chi volesse intendere il Surrazionale come modus vivendi, ognuno veda per sé cosa fare, la sua applicazione sarà, pur nei parametri dati, di volta in volta e da individuo a individuo, abbastanza diversa. ll surrazionale è semmai una sorta di regola francescana in divenire, dunque è solo una regola ispirazionale e come tale, a differenza di ciò che avviene oggi, dove il riferimento ideologico schiaccia il vissuto di ogni persona, il surrazionale enfatizza invece il vissuto, diverso (ripeto diverso) da persona a persona e questo lo fa rinnegando ogni ideologia di riferimento. Quindi occorre sottolineare che l’idiozia di voler adottare il Surrazionale come modus operandi è attraente, ma sarà sempre fallace: un riferimento ideologico che fallirà come tutti gli altri. Tanto però, varrebbe anche per chi, il termine volesse intenderlo come ricetta e non come capacità o disciplina. Infatti va detto che così come si evince da Intervista col Vuoto, di rigore, il termine implica, una cosmogonia  (un riferimento ispirazionale) che ha come prassi un equilibrio armonico, neutro, come l’essenza (la quinta essenza dell’uni-verso) che è senza estremismo alcuno; dunque lo zero assiomatico e dunque da qui il riferimento al non-essere, al non-io, all’intransigenza agnostica che ne deriva.

Paolo Navale. Dialogo tra Manami Takenaka e Paolo Navale. Tokyo 1989.