19) - Sandrina Sanna: sul Surrazionale. 1998

19) - Sandrina Sanna: tu però dell’esistenzialismo surrazionale ne hai scritto ampiamente?

Paolo Navale: ... ma no, non so. Ci sono stralci, poche note (segrete), che pochi altri han letto, eccetto te. Vivere la propria interiorità, senza che questa sia inquinata dai media, né fagocitata da nessuna brama è il solo imperativo... condiviso per anni da tutti i “seguaci” del Sur. Per i Codici (del Sale) ho sempre preso appunti ma è come prendere appunti sul mistero o sull’imperscrutabilità della vita, meglio che rimanga il mistero piuttosto che gli appunti, meglio vivere che perdere tempo a definire la vita, con la propria misteriosofia.  Il concetto in questione non lo si può nemmeno scrivere. Condiviso storicamente con il gruppo di Balls Ponds Road di Londra, e poi a metà degli anni ottanta alla ribalta a Berlino. Il mio surrazionalismo evolutivo è sempre stato indipendente dal conio di Bachelard filosofo di cui ho molto riguardo ma da cui mi dissocio almeno in parte. Bachelard era anche un razionalista ma reo dell’ottocento. Salvo è ovvio, tributargli ampissimi meriti che vanno di là dal temine qui, in parte discusso, mi chiedo se con il suo surrazionalismo si può creare un movimento... di facciata, che riguarda il passato, rivolto al già fatto da altri, dunque di maniera e dunque senza nessun apporto contemporaneo? Rispetto a tutto il lavoro fatto da Bachelard, il termine surrazionalismo, è nella sua opera una parte molto esigua, poco correlata e poco argomentata. Da un certo momento in poi, Bachelard è un ulteriore ispiratore, ed oggi addirittura il guardiano di un’arte dell’indagine introspettiva analitico- raziocinante... e tutto ciò, Bachelard lo è, e lo è stato, merito suo, quasi in incognito. La sua è un’influenza orale. Vedasi il suo rifiuto volto all’invito fattogli da Yves Klein che questo ultimo, a ragione, non accolse mai davvero bene, e ripeto, aveva ragione Klein.

Paolo Navale. Colloquio con Sandrina Sanna. Nuoro 1998.