25) - Paolo Navale: lettera sul Surrazionale a Hans Leheman. 2001

 25) - Paolo Navale: note sul Surrazionale.

... la ricerca surrazionale implica una disciplina da acquisire, l’arte non più come facciata, ma come compimento dell’opera interiore,  soprattutto silente e questo basta ed è praticamente tutto ciò che occorre. Il surrazionale è una regola di rinuncia, soprattutto all’apparire (che rifugge dal successo) regola che a tratti è di stile monastico, di pacata rinuncia alla sensualità e agli eccessi dei sensi. Stile dunque, certo. Non nasce mai dalla prevaricazione ma dal rispetto assoluto del lavoro altrui, che sia però continuativo, evolutivo e sempre in corso. Tutto ciò nasce da un lungo processo d’individuazione di tipo Junghiano e di per sé denota il nous, l’ascesi, il meta-senso, che è si il sur-  suffisso che sta per superamento di...  o, al di sopra di... ma non eccesso di... Il surrazionale è antitesi di ogni mediocrità e dunque di ogni e qualsiasi eccesso o estremismo. Però, mentre il sinonimo più scontato di surrazionale è il termine sovrasensibile, citerò solo altre due determinazioni non troppo lontane dal termine Musliano, che sono già stati dei movimenti: il trascendentalismo e l’imperscrutabilismo. Se qualcuno volesse scegliere la propria appartenenza, il menu dei termini quasi corrispondenti al surrazionale sarebbe davvero vasto e lungo. Idoneo come un pret-à-porter trovato in una bancarella dell’usato e persino un po’ gotico... lo Sturm und Drang tedesco farebbe al caso di certi artisti. Sì... Farebbe... Un po’ la muffa... ma, pur di apparire alla ribalta... certa mediocrità farebbe proprio di tutto! Ma sempre nel buio ottocentesco. Un buio che oggi è preda di una rivalsa, di un neo-emotivismo triste, mellifluo, di declinazione pleonastica. Niente pìetas, nessuna critica al sistema, niente irriverenza e ancor meno niente compassione per le lacerazioni del mondo; è la mediocrità che è fatta di questo niente! Questo niente è l’abiura. Questo niente è l’irrazionalità emotiva del proprio fantasticare. L’accondiscendenza che vuole, sporca ma subito, solo la ribalta! Qualunque scorciatoia va’... pur di sfuggire ad una disciplina lunga e solo interiore, o in mancanza di quest'ultima, alla propria boria che pesa troppo persino a sé stessa, troppo intento l’egotismo a mettersi in mostra. Purché se ne parli, a fare solo vetrinismo, nello sforzo a-critico di apparire...  soprattutto nell’empietà, del suo stesso specchio... interiore: l’egotismo narcisista in cui l’io ipertrofico si compiace.

Paolo Navale. Lettera sul Surrazionale. Frammento, 2001.