28) - Paolo Navale: sul non- del Surrazionale 2003

28) - Paolo Navale: sul non- del Surrazionale. Il Surrazionale come “non-essere”. 

L’essere trasceso. Il sopra-nominale. Il sur- è il contrario di tutto ciò che nella mente umana è volontà di definizione. Viviamo per quel patrimonio indefinibile che sostiene tutto il nostro essere poi...  avendone solo una labilissima percezione, pensiamo che la labilità di quel patrimonio sia da denigrare come illusione perduta. Il surrazionale non è mai razionalizzabile e limitarne la portata, razionalizzarlo, sarebbe di per sé una contraddizione in termini. Sarebbe come dire chiudi le persiane per fare entrare la luce del sole. La razionalizzazione di una cosa delimita, circoscrive, chiude, dunque nega, al concetto o termine, la sua stessa portata. Da quanto detto sopra ne risulta una ampiezza esistenziale che non è mai data per nessun singolo idiota, ma per il divenire interiore di noi tutti. Violare nei suoi presupposti il potenziale del termine, è violenza più che al termine stesso, all’arte (all’opera interiore) nei suoi connotati maggiori. Gravissimo! Non si può razionalizzare il sovrasensibile, che semmai, senza rinnegare la ragione la sorpassa, in altre parole, lo ripeto... l’ultra-sottile, lo spirito esegeta, deriva dal valore neutro, zero, dell’universo. Il tutto sta dentro lo zero. Infatti solo lo spirito sorpassa la ragione. Violentare lo spirito di un concetto è sempre un orrore, violarlo con l'unico scopo di riscattare la propria mediocrità per poi persino enfatizzarla, è quanto di peggio. Peggio di tutto ciò è solo lo scopo di lucro. Infatti, è l'imposizione della mediocrità che oggi, senza remore, fa più danno di un ladro o di un cretino. Il danno non è tanto al singolo ma all’intera comunità, al divenire di tutti; un danno pressoché totale e che in arte è irreversibile. Certo che non bisogna solo prendere ma anche dare all’umanità con cognizione, con quel senso di sacrificio che è carità nel senso cristico e critico del termine qui confutato.

Paolo Navale. Inaugurazione della mostra Orius. Mamoiada 2003.