29) - Paolo Navale: critica surrazionale. 2003

 29) - Paolo Navale: … filosofia critica o, normativa? Poiché sarebbe una contraddizione in termini, definire il surrazionale non è possibile. Nemmeno definire la realtà è possibile, perché la si ridurrebbe agli schemi già insiti nella nostra mente. Così come non può esserlo la critica sociale, né potrebbe lo spirito critico-esegetico, né la cultura della ragione, nemmeno il surrazionale può essere definito, ma ovviamente c’è da dire che non di meno, il termine in questione ha in sé moltissimi distinguo, uno fra tutti, già visto, rinnega ciò che è puerile, sostituendo alla mediocrità dell’apparire il termine coscienza. Concettualismo surrazionale e “nous” sovrasensibile sono in gran parte la stessa cosa e corrispondono all’arte dell’intelletto compiuto e non all’emozione fine a sé stessa. Lo stato vibrazionale del mondo è altresì coscienziale. Pertanto va detto che se il surrazionale non può contemplare il bello di superficie, tanto meno può essere espressione del simbolismo oggi diventato così vuoto e scialbo, votato all’io e alle sue velleità. Il termine surrazionale non può essere usato per sopperire all’incapacità di rinnovamento del mondo che è in decadenza sin da prima delle epoche così dette classiche. La cristallizzazione agiografica, ideologica, l’eccesso di democrazia, che da questo decadimento deriva non può determinarsi nel termine in questione. Il termine che vuol dire coscienza critica, si rifà alla capacità intrinseca dell’uomo di risorgere. Non dunque il materialismo storico e a-critico dell’ideologia imperante, né di questa le sue ceneri o derive ma lo spirito semplicemente ragionato attraverso le capacità che l’uomo può assumere e trovare in sé. Il termine surrazionale è sinonimo di un’arte che, superando la realtà dei sensi, va ben oltre a tutto ciò che è sensuale. Il termine rinnega quella mancanza di profondità che senza alcuna trascendenza, dunque labile e puerile, fa più male del male stesso. Una mancanza di profondità, che riesce a superarsi persino quando emotiva-irrazionale sembra giustificarsi come astratta. Il surrazionale è un atteggiamento che non può sottrarsi a tutto ciò, e che è critica al consumismo e alla mercificazione voluta dal materialismo liberale, critica a un’ideologia che per promulgare sé stessa... ha soppiantato tutti gli altri valori... quelli veri, na-tu-ra-li!

Paolo Navale. Colloquio con diverse persone. Reggio Emilia 2003.