31) - Giacinto Lo Pera: il Surrazionale luogo altro. 2005

 31) - Giacinto Lo. Il surrazionale come il logos: un altrove che solo il sensibile può eccepire?

Paolo Navale: ... così il vivente, così l’arte e la coscienza. Così il ritegno, l’essere... il sé attuativo. Il surrazionale è l’accezione più moderna del fatto che tutto abbia un’anima e non è affatto come vorrebbe qualcuno, il superamento della cristicità. Né la negazione di nessuna tradizione orale dalla quale il verbo (ben prima del Cristo) proviene, ma piuttosto, con l’Omega... l’Alfa del suo compimento e viceversa. La particella sur... significa trasporre l’oggetto (che sta comunque altrove), trasfigurarlo, risultato di una transustanziazione non del reale, ma del reale così come elaborato dai nostri sensi. L’oggetto dicevo è solo un pretesto... perché, trasceso, possa essere espressione di una realtà ben più ampia. Questo vale in arte come nella scienza. Infatti, non è la nostra blanda percezione della realtà che col surrazionale viene trascesa. È cioè trascesa la realtà non così come la vediamo ma la realtà così come di fatto è, quella che noi non possiamo né vedere né definire ma solo ascendere, appunto con l’azione, il gesto performante e critico e dunque con la ratio dell’arte, l’opera interiore. Quella che gli alchimisti volevano trasmutare in oro, la nostra stessa psiche, simbolizzata dall’aureola dei santi e dall’oro rinascimentale. Soprarazionale è termine che sta a designare quel sensibile che supera la nostra mente, stando al di sopra delle cose, o meglio là dove vi è il loro emendamento, là dove vi è lo zero, culla del non-essere, che esercita, su tutto il creato, il suo potere di neutralità, e non di riscatto a-critico e pretenzioso.  

Colloquio tra Giancinto Lo e Paolo Navale. Milano 2005 oppure 2006(?).