34) Maria Grazia Manunta: ... dunque sarebbe l’entità più sottile? 2006

34) - Grazia Manunta: ... dunque sarebbe l’entità più sottile? 2006.

Paolo Navale: ... qualsiasi entità è duale, e pertanto, avendo anche la propensione ad essere estrema, è anche di per sé frutto delle aberrazioni esasperate dell’io. Il puritanesimo imposto oggi è una farsa. La congiunzione tra gli opposti (di cui da sempre vado dicendo) darebbe, con la neutralità dell’universo, il superamento dell’io, dunque al posto di quest’ultimo il sé ecumenico, che vuol dire universale: ossia il sé esegeta, realizzazione del sovrarazionale. Tale sé è prerogativa dello spirito divino, dunque sinonimo d’illuminazione interiore. Data tale capacità, del congiungimento degli opposti, avviene in noi la trascendenza ovvero (sempre realizzazione squisitamente interiore) invece di una compiaciuta commiserazione la realizzazione che l’io è sempre quello della persona vittimista, mentre separatamente da questa in un altrove astratto, il sé è invece quello dell’archetipo eroe sovrapponibile all’Anastasi del Cristo, all’estasi di Plotino, al trance di cui ho detto altrove: è il principio esegeta, la sublimatio (pur anche nelle sofferenze) da trovare in sè stessi, qui ed ora ben al di là delle proprie contingenze di gain or loss.  Ci sono degli emeriti nessuno che sono estremamente evoluti e non potremo mai saperlo perché non si vedrà affatto. 

Paolo Navale: discussione sul Surrazionale con Grazia Manunta. Milano 2006.