Luca Beatrice

Non si può raccontare la storia geografica di Paolo Navale come quella di un italiano in terra straniera, né tanto meno sarebbe corretto trarre conclusioni semplicistiche parlando genericamente di cosmopolitismo. La riduzione delle distanze rende oggi superflua ogni congettura sull'identificazione territoriale. Il senso di appartenenza non è più una questione di sopravvivenza, è trascurabile e non necessario. In tal senso la stessa idea di viaggio si allarga in una vita che tende ad abitare paesi diversi contemporaneamente e non sequenzialmente. L'autentico talento di questo artista è stato quello di muoversi con l'assoluta libertà di un viaggiatore senza che ciò lo abbia fatto cadere in ammirazione di futili esotismi d'oltre confine o in vuote nostalgie. La voracità intellettuale è infatti ciò che caratterizza gli spostamenti di curiosità di Paolo Navale da un capo all'altro del mondo.

Leggi tutto

Gianfranco Parmiggiani - Boom dell’estetica “surrazionale”

Sparpagliano topi-slogan non per schifare ma a mo’ di richiamo per la curiosità dei passanti ma nulla hanno a che vedere con le performance dei neo-futuristi; si ritrovano, un po’ di nascosto, nelle segrete degli atelier di periferia ma non tramano come un tempo i carbonari ed oggi le P2, P3 e P4. Al massimo come la S1. Derivano (provengono o ne sono le estreme “derive”?) dalle progressive destrutturazioni delle scuole artistiche ottocentesche eppure anelano ad una “nuova forma d’arte”, che sappia conciliare gli opposti. Apparentemente inconciliabili.

Leggi tutto

Francesca Baboni - Alle radici dell'essere

Colui al quale la natura comincia a svelare il suo segreto manifesto,
sente irresistibile nostalgia per la più degna interprete di essa, l’arte.

W. Goethe

Intervista col vuoto: Londra. 1984/5, 1986, 1989, 1991. Materiali usati: un diapason, tessuto di bisso con imprint naturale,  scatola con 44 note su una descrizione “altra” dell’universo , 480 kg di caolino, coperta, oggetti seppelliti nella polvere, ampolle chimiche, ossa, sestante, calice di vetro, chiave da fontaniere, peso di cinque libbre, una bacchetta da direttore d’orchestra, lettera H su ferro smaltato, registratore a bobine, telone da camion in juta, ceneri, olio (unguento), stagno, pastiglie di iodina, penicillina, topografia della mascella superiore, 12 cucchiai d’argento, 4 segni della casta del bronzo, pece densa, frammento di mappa astrale (Tiscali), polvere d’ossa animale, cipolle, ossido di cobalto, sei piastre di titanio, alluminio liquido, strumenti da ricognizione astronomica, film astrografico, linea a piombo, merkhet (strumento zenitale per l’osservazione della volta celeste), vescica di maiale, frammento di pelle umana, olio, sale, acqua dalle sorgenti sulfuree dei sotterranei di Londra, quaglio (stomaco d’agnello secco), registrazione sonora de “su tunchiu” sugli altopiani oltre il paese di Buddusò di notte, elettrodi, acqua distillata, miele della mosca di San Giovanni, mercurio.

Leggi tutto